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C’è una notizia di Eurostat di una settimana fa che è passata inosservata. L’Italia, che aveva chiuso il 2012 con un debito/Pil al 127%, ha visto salire il rapporto al 130,3% nel primo trimestre del 2013, secondo solo a quello della Grecia, pari al 160,5%.

Mal comune mezzo gaudio, dato che a salire è il debito pubblico di tutta l’Eurozona. Alla fine del primo trimestre dell’anno il rapporto tra i due indicatori è passato dal 90,6% al 92,2% segnalato alla fine del 2012 per i 17 Paesi della moneta unica. Nella Ue a 27, invece, il debito/Pil alla fine di marzo ammontava all’85,9% in crescita rispetto a fine dicembre (85,2%). Rispetto al primo trimestre dello scorso anno il rapporto debito/Pil è cresciuto sia nell’Eurozona (88,2%) che nella Ue (83,3%).

Quanto costa all’Italia questo debito ? Al momento il rendimento (lordo) annuale richiesto dagli investitori è il 4.427% per il debito che verrà rimborsato tra 10 anni.

E quanto costa alla Germania ? Poco. Gli investitori si accontentano di un 1.683%

E gli USA ? Gli investitori sino ad un paio di mesi fa consideravano corretto un rendimento pari a quello tedesco, ma adesso esigono un 2.566%. E se non ci fossero le decine di miliardi di dollari buttate sul mercato dalla FED per acquistare debito, il rendimento richiesto sarebbe decisamente più elevato.

Guardate sul grafico (in blu) il rendimento USA durante il 1998 quando dal 4% si portò oltre il 6%. Il Bund tedesco e il BTP Italiano, con qualche mese di ritardo si adeguarono. (in verde l’Italia e in nero il Bund) Ma erano tempi felici quelli. Si pensava che l’Europa fosse una cosa sola.

(cliccate sul grafico per ingrandirlo)

10Y

Cosa succederà al BTP se il Bund tedesco dovesse seguire al rialzo i Bond USA una volta terminato il programma di acquisto della FED ?  La Germania potrebbe tranquillamente sopportare di pagare un 3.5% di rendimento annuo. In fondo sarebbe meno di quanto ha pagato in media nei precedenti 15 anni.

Ma chi comprerebbe in futuro debito italiano al 4.5% con il debito tedesco di pari durata al 3.5% ?

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5 Thoughts on “La biglietteria del circo : Il prezzo del debito

  1. Giovanni on luglio 29, 2013 at 14:58 said:

    La domanda è, il rendimento de t note aumenterà davvero…o no?
    ciao

  2. Roberto Roberto on luglio 29, 2013 at 15:03 said:

    Il rendimento del decennale USA dai minimi, in termini percentuali è già aumentato molto. Dipende molto da quanto debito USA in mano ai cinesi e ai giapponesi non verrà ricomprato a scadenza …

  3. Giovanni on luglio 29, 2013 at 16:11 said:

    Informazione quindi non prevedibile per noi…

  4. pierfrancesco on luglio 29, 2013 at 16:21 said:

    Un rendimento del governativo tedesco pari al 3,5% significherebbe (anche prendendo per buoni gli attuali livelli di spread) un rendimento del Btp pari a circa il 6%, quindi prossimo a quei livelli considerati di “non ritorno” che ci proietterebbero poi nell’ottica greco-portoghese attuale…
    Più e più volte è stato detto che una crisi “irreversibile” in Italia significherebbe la fine dell’euro e questo non credo lo permetteranno
    Io credo anche che i rendimenti del bund e del t-note dai livelli attuali non abbiano molto spazio di salita ancora, a meno che improvvisamente l’inflazione non rialzi la testa, ma attualmente questo non sta accadendo.
    Commenti giustamente che un eventuale rialzo potrebbe coincidere con solo un parziale rinnovo del debito Usa in mano ai cinesi..Ma ti chiedo: cosa si comprano i cinesi se rinunciano al debito Usa? Non vedo grandi alternative..

  5. Giovanni on agosto 2, 2013 at 10:18 said:

    sembra abbiano trovato il modo di far aumentare i rendimenti senza far scendere le borse…negano l’evidenza e via, complimenti..

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